Impresa individuale, quando è presente il Datore di lavoro?

Published by Fabio Moscatelli on

Chi è il datore di lavoro per la sicurezza
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Quando è presente la figura del Datore di lavoro nell’impresa individuale? Quali sono i casi in cui una ditta individuale deve redigere il DVR?

L’impresa individuale e la figura del Datore di lavoro

L’impresa individuale, spesso chiamata anche con il termine Ditta individuale, è quella particolare forma imprenditoriale svolta da un unico soggetto (Imprenditore), in possesso di partita IVA ed iscrizione al Registro delle Imprese.

Nel Testo Unico Sicurezza i termini impresa individuale e ditta individuale non sono mai definiti, pertanto occorre fare riferimento alle forme definite all’interno del D.Lgs. 81/2008 per individuare la presenza o meno di un Datore di lavoro.

A tal fine vediamo, caso per caso, se e quando è presente un Datore di lavoro avendo a che fare con un Lavoratore autonomo, un’impresa familiare ed infine un’azienda costituita da un singolo soggetto.

Il caso del lavoratore autonomo

E’ la forma più semplice e pura di impresa individuale, costituita unicamente dal soggetto esercente l’attività lavorativa che non si avvale nè di collaboratori familiari né dipendenti o altri soggetti equiparati ai lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/2008 (es. stagisti, tirocinanti, ecc.).

Nel D.Lgs. 81/2008 non è presente una definizione di Lavoratore autonomo, se non quella contenuta nel titolo IV relativo ai cantieri.

Lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione

art. 89 comma 1 lett. b)

Il lavoratore autonomo non è nè un lavoratore in senso stretto, nè potrà mai essere considerato un datore di lavoro, in quanto la sua attività è priva di un’organizzazione lavorativa con una scala gerarchica.

Da questo status discendono alcuni obblighi in materia di sicurezza sul lavoro, ma anche tante semplificazioni, che consentono una gestione più snella degli aspetti burocratici. Ad esempio i lavoratori autonomi non sono tenuti nè alla redazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), nè del Piano Operativo di Sicurezza (POS) nei cantieri temporanei o mobili.

Le uniche disposizioni applicabili sono quelle rinvenibili negli articoli 21 e 26 del Testo unico sicurezza, oltre a quanto previsto per i cantieri edili e poche altre disposizioni speciali.

L’impresa familiare e la figura del Datore di lavoro

L’impresa familiare è una particolare forma di impresa individuale, nella quale accanto alla figura dell’imprenditore possono prestare la propria collaborazione parenti ed affini fino ad un certo grado.

Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare. Ai fini della disposizione di cui al primo comma si intende […] per impresa familiare quella cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.”

art. 230-bis codice Civile

Ciò che caratterizza tale forma d’impresa è l’assenza di una vera e propria subordinazione tra chi presta la propria attività lavorativa in tale ambito e l’imprenditore, nonchè di una vera e propria struttura organizzativa in cui possa rinvenirsi la figura del datore di lavoro e dei lavoratori.

Pertanto in un’impresa familiare non è mai presente il datore di lavoro.

Non si può dire la stessa cosa se l’impresa tra familiari è organizzata in forma societaria (esempio una s.r.l. o s.a.s.), in quanto vi è incompatibilità delle imprese familiari con le strutture societarie.

Come per i lavoratori autonomi anche per le imprese familiari il D.Lgs. 81/2008 prevede alcune semplificazioni nell’applicazione della normativa in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Le disposizioni, anche in questo caso, sono quelle contenute negli articoli 21 e 26, e nel titolo relativo alla sicurezza dei cantieri.

Ditta individuale con dipendenti e la figura del datore di lavoro

Quando il titolare di un’impresa individuale si avvale per l’esercizio della propria attività di dipendenti o lavoratori equiparati non si può più parlare di lavoro autonomo o impresa familiare, ma siamo di fronte ad un’azienda a tutti gli effetti.

Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato

art. 2 comma 1 lettera c)

Tale forma di impresa prevede la presenza di tutti i requisiti di datorialità, ovvero un rapporto di lavoro, un’organizzazione e la presenza di una figura responsabile dell’organizzazione stessa esercente poteri decisionali e di spesa.

Il titolare di tale impresa individuale con lavoratori si trova quindi ad assumere una posizione di garanzia, risultando pertanto destinatario degli obblighi in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro previsti dal D.Lgs. 81/2008. Non si possono più applicare le semplificazioni previste dall’art. 21 per i lavoratori autonomi e le imprese familiari.

Pertanto tale ditta individuale dovrà adempiere a tutti gli obblighi di legge, dalla redazione del DVR alla formazione, dalla nomina del Medico Competente ove previsto a quella di tutte le altre figure del servizio di prevenzione e protezione aziendale dai rischi.

Ricapitolando…..

Se hai letto l’articolo fino a questo punto sarà tutto chiaro. Per i più pigri ho preparato uno specchietto riassuntivo di tutto quanto scritto finora.

Datore di lavoro nelle ditte individuali

Fabio Moscatelli

Blogger ed ingegnere, mi occupo di sicurezza sul lavoro dal 2003, aiutando le aziende a districarsi nei meandri del D.Lgs. 81/2008. Il blog nasce per condividere e diffondere a 360° la cultura della sicurezza. Safety First!

20 Comments

SABRINA ALBANESE · 29 Novembre, 2019 at 11:37

Salve, un’impresa individuale con 1 dipendente ed 1 socio (totale tre addetti) deve eseguire lavori in un cantiere. Il titolare mi conferma che al momento non ha nessun dipendente, nonostante nella visura camerale appaia 1 dipendente. Posso fargli fare una dichiarazione attestante di non avere dipendenti e quindi non dover redigere DVR e POS? Sarebbe valida per gli ispettori (asl, ispettorato etcc) oppure ciò che conta è la visura? Grazie

    Fabio Moscatelli · 29 Novembre, 2019 at 12:26

    Buongiorno, dovrebbe chiarire se il socio è effettivamente un socio (ed in questo caso non credo si stia parlando di un’impresa/ditta individuale) oppure se voleva scrivere, al posto di socio, collaboratore famigliare.
    Questo perchè cambiano gli obblighi in materia di sicurezza. Attendo questo chiarimento per rispondere al quesito.
    Grazie

Elisa · 13 Febbraio, 2020 at 17:49

Buonasera,
un ditta individuale con un lavoratore e 2 collaboratori familiari chi deve fare i corsi obbligatori ai sensi dell’art. 37 del Dlgs 81/08 (corso formazione generale e specifica)?

Solo il lavoratore o anche i 2 collaboratori familiari?

Grazie

    Fabio Moscatelli · 13 Febbraio, 2020 at 19:04

    Buonasera,
    la risposta alla domanda non è semplice in virtù della complessità della questione e degli aspetti, soprattutto giuridici, che la riguardano.
    L’interpretazione dello scrivente è che l’obbligo di formazione dei suddetti non sia presente solo ed esclusivamente se l’attività d’impresa sia a tutti gli effetti inquadrabile in quella di impresa familiare ex art. 230-bis codice civile, ovvero se i collaboratori familiari non sono “dipendenti” ai fini Inps e quindi il titolare d’impresa non sia inquadrabile quale Datore di lavoro nei loro confronti (ovviamente lo sarà nei confronti del lavoratore sopracitato che dovrà essere obbligatoriamente formato, e sottoposto a sorveglianza sanitaria ove prevista dalla valutazione rischi).
    In ogni caso, al di là dell’interpretazione della norma, suggerirei di far prevalere l’aspetto sostanziale rispetto a quello formale e di provvedere alla formazione dei collaboratori dell’impresa familiare, seppur facoltativa come previsto dall’art. 21 D.Lgs. 81/08.

      Elisa · 24 Febbraio, 2020 at 15:12

      Grazie per la risposta.
      Anch’io pensavo a un’applicazione più restrittiva dell’81/08 (con frequenza corsi ed eventualmente visite mediche) per quanto riguardava i collaboratori familiari (anche perchè l’azienda è inquadrata come impresa individuale e non familiare).

      Buona continuazione e buon lavoro

ettore · 1 Febbraio, 2021 at 11:36

Una ditta individuale con 1 dipendente deve redigere il POS?

    Fabio Moscatelli · 1 Febbraio, 2021 at 12:11

    Si, deve sempre redigere il POS visto che si tratta di impresa (affidataria e/o esecutrice), qualora ovviamente operi presso un cantiere.

mauro dei tos · 12 Aprile, 2021 at 12:55

ma quale è la differenza tra LAVORATORE AUTONOMO e IMPRESA INDIVIDUALE SENZA DIPENDENTI?

    Fabio Moscatelli · 12 Aprile, 2021 at 14:07

    Nessuna differenza.
    Nel campo della sicurezza cantieri e/o luoghi di lavoro si parla di LAVORATORE AUTONOMO, intendendo con ciò proprio l’IMPRESA INDIVIDUALE che non ha nè dipendenti nè collaboratori familiari.

mauro dei tos · 12 Aprile, 2021 at 12:57

La IMPRESA INDIVIDUALE SENZA DIPENDENTI può sub-appaltare un lavoro? giacchè una sola pesona non è in grado di realizzare le opere previste nel contratto di appalto?

    Fabio Moscatelli · 12 Aprile, 2021 at 14:10

    Subappaltare può certamente farlo, nessuno lo vieta. Sarà invece compito del Committente che affida l’appalto a tale soggetto valutare la presenza o meno dei requisiti tecnico-professionali, tra cui anche la forza lavoro per eseguire l’opera, e decidere se affidare l’appalto o meno.

MARIA ELENA GIROTTO · 5 Luglio, 2021 at 10:42

Buongiorno, se c’è un’impresa con due addetti (il titolare + un dipendente), ma in uno specifico cantiere è previsto che ci lavori solo il titolare, serve comunque fare il POS? O si può considerare come lavoratore autonomo?
Grazie

    Fabio Moscatelli · 5 Luglio, 2021 at 12:04

    Buongiorno, dal punto di vista del D.Lgs. 81/2008 abbiamo a che fare con un’impresa, in quanto il titolare è inquadrabile come Datore di lavoro, ed in quanto tale sarà obbligatorio redigere il POS.
    Quello descritto è un caso che ricorre molto di frequente, per il quale sarebbe auspicabile un diverso inquadramento legislativo che possa semplificare la gestione documentale di cantiere, ad esempio assimilando i titolari ai lavoratori autonomi. Ad oggi tuttavia non è presente alcuna norma in merito quindi ritengo debba comunque essere redatto il Piano Operativo di Sicurezza.

marco · 24 Agosto, 2021 at 10:46

Buongiorno, se ho capito bene, io sono una ditta individuale senza dipendenti (falegname) e quando opero da solo nei cantieri non sono tenuto a redigere il POS, nel caso mi avvalessi di un collaboratore nella fattispecie anch’esso ditta individuale senza dipendenti come dovrei comportarmi? Grazie

    Fabio Moscatelli · 24 Agosto, 2021 at 11:28

    Fintanto che opera in autonomia nei cantiere sarà sempre considerato un lavoratore autonomo, non tenuto a redigere il POS.
    Se si avvale del supporto operativo di un’altra partita IVA bisogna prestare attenzione affinchè tale prestazione sia davvero genuina e non un rapporto di lavoro “subordinato”, perchè altrimenti si configurerebbe la formazione di “un’impresa di fatto”, e quindi di tutti gli obblighi di cantiere tipici di un’impresa esecutrice.

Alberto Trevisan · 16 Marzo, 2022 at 16:25

Buongiorno,
sono un consulente e, per la prima volta, mi trovo nella condizione di dover informare un potenziale cliente (ditta individuale – verniciatura metalli) sugli obblighi a suo carico nel caso in cui si avvalesse di un collaboratore esterno (lavoratore autonomo) che opera saltuariamente all’interno dei suoi locali. Va trattato come un dipendente di fatto o esiste qualche altra forma? Grazie.

    Fabio Moscatelli · 16 Marzo, 2022 at 16:36

    Se il lavoratore autonomo svolge un’attività diversa rispetto a quella del suo Committente, presso i locali di quest’ultimo, penso non vi siano grosse problematiche in ordine all’interpretazione della normativa, applicandosi l’art. 26 del TUS. Se invece il LA opera come verniciatore, anche saltuario, con una qualche forma di subordinazione nei confronti del committente qualcuno potrebbe considerare non completamente genuina la prestazione di lavoro.
    Mi rendo tuttavia conto che la tematica, sempre molto dibattuta, è borderline e si è sempre prestata a molteplici interpretazioni e pareri spesso contrastanti.
    In genere, quando mi si presentano tali situazioni, il suggerimento che do al cliente è quello di valutare la situazione con un consulente del lavoro.

      Alberto Trevisan · 16 Marzo, 2022 at 17:00

      Grazie per la risposta tempestiva. Anch’io pensavo di farlo rientrare nella casistica trattata nell’Art.26, ma temo che il LA diventi di fatto un subordinato (affitto di manodopera?) perché le lavorazioni sono quelle e solo quelle previste dall’attività principale. Potrebbe essere sufficiente allegare un contratto di collaborazione al DVR (che attualmente non c’è, essendo ditta individuale) con presa visione da parte del LA dei rischi presenti?

        Fabio Moscatelli · 16 Marzo, 2022 at 17:19

        Per capire come comportarsi occorre inquadrare correttamente la ditta individuale presso la cui unità locale si svolgono le prestazioni.
        Se è inquadrabile come lavoratore autonomo provvederei almeno a consegnare un’informativa sui rischi presenti sul luogo di lavoro. Se invece è un’azienda (avendo in organico “lavoratori”) il Datore di lavoro Committente dovrebbe redigere il DUVRI, che credo sia in ogni caso necessario vista l’attività prevista (verniciatura). Fermo restando la preventiva verifica dell’idoneità tecnico professionale.
        Un contratto tra le parti credo sia in ogni caso auspicabile!

          Alberto Trevisan · 16 Marzo, 2022 at 17:30

          Grazie infinite per la sua cortesia.

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