Riapertura attività sospese, ecco le indicazioni Inail

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Riapertura attività sospese Inail
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In vista del probabile via libera del Governo alla riapertura delle attività sospese, Inail ha pubblicato il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2, nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione“.

NB: tale Documento dovrà essere approvato e recepito con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale mediante Decreto prima della sua applicazione alle aziende con attività sospesa che riprenderanno l’attività. Pertanto i contenuti che di seguito ho provato a sintetizzare potrebbero cambiare da qui ai prossimi giorni. Vi terrò aggiornati!

Classificazione rischio attività in base a codice ATECO

Per tutte le attività, classificate in base al relativo codice Ateco, è stata effettuata una valutazione del rischio, al fine di attribuire un punteggio (rischio Basso, Medio-Basso, Medio-Alto e Alto) in modo da fornire un criterio per la rimodulazione della riapertura delle attività sospese, favorendo prima quelle con rischio basso rispetto a quelle con un rischio maggiore. Decisione ovviamente rimessa a Roma. Tale valutazione potrà inoltre consentire una rimodulazione delle misure contenitive del rischio Covid-19.

La valutazione del rischio viene calcolata mediante l’uso di un sistema di calcolo a matrice (tridimensionale) che prende in considerazione tre parametri, descritti nella seguente tabella:

Esposizione prossimità aggregazione Covid-19
Parametri indice rischio Covid-19

L’applicazione del criterio di valutazione ha portato Inail a classificare le aziende per ogni codice Ateco a rischio Basso, Medio-Basso, Medio-Alto o Alto. Ecco la classificazione proposta in funzione dei codici Ateco 2007 di ogni azienda:

Rischio Covid19 imprese Ateco da 01 a 20
Rischio Covid19 imprese Ateco da 21 a 35
Rischio Covid19 imprese Ateco da 36 a 56
Rischio Covid19 imprese Ateco da 58 a 74
Rischio Covid19 imprese Ateco da 78 a 93
Rischio Covid19 imprese Ateco da 94 a 97

In funzione della classificazione di ogni azienda/settore, viene proposta una strategia di prevenzione, che costituirà lo strumento volto ad integrare il Documento di valutazione dei rischi (DVR). Le misure che costituiscono tale strategia di prevenzione si dividono in:

  • Misure organizzative
  • Misure di prevenzione e protezione
  • Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

Tali misure ricalcano in gran parte quelle già contenute nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione dell virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Esaminiamole nel dettaglio.

Misure organizzative

Gestione degli spazi di lavoro

Il mantra da osservare per la riapertura delle attività sospese è il concetto di “distanziamento sociale”. In tutti gli ambienti lavorativi, ove possibile, compatibilmente con la natura dei processi di lavoro, si dovrà operare una corretta gestione degli ambienti di lavoro, con le seguenti specificità:

  • Ambienti dove è presente un solo lavoratore: utilizzare gli spazi inutilizzati (es. uffici e locali vuoti), sale riunioni, ecc.
  • Ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente: riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro, utilizzo di pannelli in plexiglass o altre soluzioni organizzative equivalenti.

Per tutti gli spazi comuni (mense, spogliatoi, servizi igienici, ecc.) occorrerà invece:

  • Assicurare una ventilazione continua degli ambienti
  • Fruizione a turni
  • Limitare il tempo di permanenza all’interno degli stessi, con adeguato distanziamento

L’entrata e l’uscita dall’azienda richiederà orari scaglionati e laddove possibile, prevedere una porta di entrata ed una di uscita dedicate. Dovranno essere limitati al minimo indispensabile gli spostamenti all’interno dell’azienda. Sono consentite le riunioni in presenza, esclusivamente se:

  • Non è possibile svolgere le stesse in modalità a distanza
  • Sia garantito il distanziamento sociale
  • Venga limitato il numero di partecipanti al minimo possibile

Per quanto riguarda i fornitori esterni l’accesso potrà avvenire secondo modalità, percorsi e tempistiche da stabilire, rispettando sempre il previsto distanziamento sociale di m. 1.

Organizzazione e orario di lavoro

Al fine anche di ridurre il contatto sociale nell’ambiente di lavoro potranno essere adottate soluzioni organizzative innovative, in particolare:

  • Favorire il lavoro a distanza, ad esempio mediante il telelavoro o smart working
  • Consentire orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale, riducendo in tal modo le presenze in contemporanea
  • Prevenire gli assembramenti all’entrata e all’uscita, ad esempio offrendo una flessibilità di orario
  • Incentivare l’uso del mezzo privato per raggiungere il luogo di lavoro, al fine di limitare l’uso del mezzo pubblico (cd. commuting).

Qualora l’uso dei trasporti pubblici sia invece inevitabile, oltre al distanziamento viene raccomandato l’uso di mascherine (leggi in questo articolo quali mascherine puoi utilizzare).

Misure di prevenzione e protezione

Oltre alle misure organizzative sopra descritte, dovranno essere adottate ulteriori misure di prevenzione e protezione. Vediamole.

Informazione e formazione

Occorre svolgere un’attiva opera di informazione e formazione, in coerenza con quanto previsto dal D.Lgs. 81/08. Provvedendo all’opportuna documentazione ed evidenza della stessa. Tutti i lavoratori dovranno infatti comprendere, in modo puntuale ed adeguato, i rischi presenti e le misure di sicurezza anti-contagio da adottare, al fine di una presa di consapevolezza che consenta di ridurre al minimo i rischi durante il lavoro. L’informazione e la formazione dovranno inoltre puntare sugli aspetti comunicativi, che comprendano la sensibilizzazione su tematiche oggi di attualità quali le fake news da evitare in quanto possibili creatori di situazioni di disagio, dove reperire le notizie sul Coronavirus, come evitare la falsa percezione del rischio durante il lavoro, ecc..

Misure igieniche e di sanificazione degli ambienti

L’adozione delle misure igieniche dovrà essere oggetto di particolare sensibilizzazione, anche mediante l’affissione di depliant, poster, brochure, locandine (scarica qui qualche esempio). Per la pulizia frequente delle mani dovranno essere messi a disposizione idonei mezzi detergenti. È obbligatoria la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, così come la sanificazione periodica. Nelle aree più colpite (es. Lombardia, Piemonte, ecc.) viene raccomandata una sanificazione iniziale prima della riapertura delle attività sospese.

Utilizzo di mascherine e DPI per le vie respiratorie

In tutte le aree usate in comune dovrà essere previsto, di norma, l’uso di mascherine, anche di tipo chirurgiche. L’uso è obbligatorio ove non si possa rispettare il distanziamento sociale previsto di m. 1. La scelta dei DPI adeguati dovrà tuttavia fare riferimento all’analisi e valutazione dei rischi di ogni singola realtà lavorativa. Sarà quindi compito del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi di ogni azienda valutare se i DPI messi a disposizione sono idonei, e siano utilizzati in modo efficace dai lavoratori.

Sorveglianza sanitaria e tutela dei lavorati fragili

La figura del Medico competente viene messa al centro del sistema, soprattutto in una fase di rientro al lavoro di personale guarito dal Covid-19. A tal fine si suggerisce l’adozione di misure provvisorie laddove il Medico riscontri situazioni di potenziale rischio, da evitare in questo periodo. Viene suggerita la nomina temporanea di un Medico competente anche per le aziende non soggette a tale obbligo in base all’esito della valutazione dei rischi. Per particolari categorie di lavoratori (over 55, portatori di patologie, ecc.) potrà essere prevista l’introduzione di una sorveglianza sanitaria eccezionale.

Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

Non potendo escludere il rischio di una riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro, andranno messe in atto una serie di misure volte a contrastarli.

L’aspetto su cui Inail pone l’attenzione è la misurazione della temperatura corporea sui lavoratori, prima dell’accesso al luogo di lavoro, secondo le modalità contenute “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione dell virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Tale misurazione probabilmente sarà resa obbligatoria. Aspettiamo l’ufficialità.


Fabio Moscatelli

Blogger ed ingegnere, mi occupo di sicurezza sul lavoro dal 2003, aiutando le aziende a districarsi nei meandri del D.Lgs. 81/2008. Il blog nasce per condividere e diffondere a 360° la cultura della sicurezza. Safety First!

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